Estratto di un minuto del doppiaggio in dialetto parmigiano, realizzato nell'estate del 1996, tratto dal film "Ombre rosse" (1939) di John Ford. La voce di Ringo (John Wayne) è di Enrico Maletti


Con la qualità non si scherza. Parola di Enrico Maletti

PARMAINDIALETTO Tv


Tgnèmmos vìsst
Al salùt pramzàn äd parmaindialetto.blogspot.com

“Parmaindialetto” è nato il 31 luglio del 2004. Quest’anno compie 13 anni

“Parmaindialetto” l’é nasù al 31 lùjj dal 2004. St’an’ al compìssa 13 an’

Per comunicare con "Parmaindialetto" e-mail parmaindialetto@gmail.com

L’ UNICA SEDE DI “Parmaindialetto” SI TROVA A PARMA “PÄRMA”.







sabato 31 dicembre 2011

AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI I PARMIGIANI.

Buon anno a tutti i parmigiani. Il 2012 si presenta un anno molto difficile, ma sono sicuro che le persone che credono nella “Parmigianità”, le difficoltà le sapranno superare. Bón an’ a tutt i Pramzàn.





Bón an’ a tutt i pramzàn. Al 2012 al s’ prezènta n’ an’ difìccil bombén, mo son sicur che il parson’ni ch’i crèddon in-t-la “Parmigianitè”, il dificoltè i sràn bón’ni äd superärja . Bón an’ a tutt i Pramzàn.
(Tgnèmmos vìsst)

giovedì 29 dicembre 2011

HO PAURA DEI BOTTI, TI PREGO NON USARLI IO POTREI MORIRE. BOTTI DI FINE ANNO, ECCO I CONSIGLI DELL'' ENPA PER LA TUTELA DEL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE




TI PREGO EVITA I BOTTI DI FINE ANNO. IO E I MIEI AMICI CANI POTREMMO MORIRE.



Per i botti, BRICIOLA di Parmaindialetto, si nasconde dentro a una valigia.

P’r i bòt, o i “foghètt” BRICIOLA äd Parmaindialetto, al s’ va gornär dént’r a ‘na valìza.


(I consigli di ENPA)
(TESTO SOLO IN ITALIANO)
Ci siamo quasi, tra pochi giorni festeggeremo l'arrivo del nuovo anno con cenoni, musica, ballo e non solo. Come si usa in questa occasione non mancheranno i fuochi d'artificio e lo scoppio dei petardi, nemici non solo degli uomini ma soprattutto degli animali. I nostri amici a quattro zampe vanno protetti dai botti di capodanno, come ci spiega Silvia Gadani, volontaria ENPA Pesaro.



Il problema più grave causato dai botti agli animali sia d’affezione, come cani, gatti, conigli… sia selvatici, come uccelli, lepri, cinghiali… sia da reddito come mucche, maiali, pecore… è dovuto al fatto che in loro la percezione uditiva è di gran lunga più sviluppata che nell’essere umano. Si stima che l’uomo percepisca ultrasuoni fino a 15.000 Hertz, mentre l’animale fino a 70.000 Hertz (quasi il quintuplo). Questo ci permette di immaginare che quello che per noi è un semplice botto di petardo, per loro equivale all’esplosione di una bomba oltretutto ripetuta per tutta la durata della festa. Ovviamente i soggetti più a rischio sono gli animali anziani e cardiopatici, ma anche quelli selvatici ai quali è impossibile garantire la nostra protezione, come per esempio gli uccelli, che a seguito delle varie detonazioni, schizzano improvvisamente tentando la fuga in branco senza valutare gli ostacoli con l’aggravante del buio (rami, case, pali elettrici, automobili, segnaletiche verticali…), rischiando di ferirsi seriamente e addirittura morire.


Negli allevamenti potrebbe scatenarsi il caos (la paura e l’agitazione sono molto contagiose), con conseguente ferimento del bestiame per movimenti di massa improvvisi fino allo schiacciamento di alcuni sotto il peso della mandria o contro le pareti della stalla. Anche cani e gatti di casa, terrorizzati, potrebbero reagire con la fuga, eludendo recinzioni e chiusure, ritrovandosi così in mezzo al traffico e rischiando di essere investiti. Se non si può fare a meno di lasciare il cane o il gatto solo in casa durante la festa, si deve cercare di metterli nella zona a loro più familiare (cucina, salotto) evitando di chiuderli in stanze isolate (bagno o ripostiglio), cercando di lasciare loro il più possibile “campo libero” spostando di lato i mobili che solitamente campeggiano al centro della stanza, come tavoli e sedie, preparare la loro cuccia ben visibile e raggiungibile con i loro giochi preferiti a disposizione.


Per i cani è opportuno lasciare un osso (finto o vero che sia) da poter sgranocchiare per scaricare lo stress. E’ consigliabile eliminare i passaggi troppo stretti fra la mobilia e schermare le eventuali aperture basse di questa, in modo da non permettere che l’animale ci si infili forzatamente per trovare riparo; lasciare sempre disponibile la ciotola con l’acqua e possibilmente la luce accesa. Non punirlo né rimproverarlo se dovesse sporcare con urine / feci / vomito. Se invece al cane è fatto divieto assoluto l’ingresso in casa, lasciarlo comunque in un luogo sicuro e riparato (non solo la semplice cuccia) come il garage o un ricovero attrezzi, avendo sempre cura di spostare o mettere in sicurezza con paramenti gli oggetti pericolosi, lasciargli sempre un cesto o una brandina con i suoi giochi, il solito osso, la ciotola con l’acqua e possibilmente la luce accesa. Assicurarsi che le porte dei recinti o luoghi di riparo siano ben chiuse e non ci siano vie di fuga. Non lasciare i cani legati a catena, per lo spavento potrebbero strattonare il collare danneggiandosi seriamente la trachea e le vie respiratorie.


Se si decide di organizzare la festa in casa propria, in compagnia di amici e dei nostri animali, bisogna avere sempre cura di schermare i passaggi stretti e angusti ma non quelli dove di solito tendono ad infilarsi per ripararsi (comunque luoghi collaudati) e, se dovessero trovarne uno, non obbligarli ad uscire ma aspettare che lo facciano spontaneamente cercando di chiamarli con dolcezza e tono rassicurante. Parlargli allo stesso modo ogni qualvolta si verifica l’esplosione di un botto e cercare di mantenere un comportamento il più pacato possibile, evitando di schiamazzare, saltellare e correre. Se ci sono bambini cercare di frenare il più possibile il loro entusiasmo soprattutto nelle vicinanze dell’animale. Lasciare luci accese e porte aperte anche nelle altre stanze dove non si svolge la festa e mai rimproverarli qualora dovessero sporcare con urine / feci / vomito. Fare attenzione a balconi e finestre aperte onde evitare che si gettino nel vuoto, soprattutto in caso di gatti che vivono in casa, e, nel caso in cui la lettiera viene tenuta all’esterno, metterla in casa.


Sempre per gatti casalinghi, è consigliabile allestire uno scatolone di cartone con una piccola apertura su un lato, un foro quadrato di circa 15 x 15 cm., per dare la possibilità al micio di trovare rifugio al buio. Se il cane si dimostra molto nervoso e inizia ad abbaiare e ululare insistentemente o inizia a rosicchiare parte dei mobili, occorre richiamarlo cercando di distrarlo con giochi e coccole, facendo sempre attenzione a non avvicinarsi in maniera avventata e improvvisa, ma richiamare il cane, mostrargli le mani e avvicinargliele non sopra la testa ma sotto il muso e massaggiargli il collo, ma sempre in modo naturale, più è ansioso il padrone più accrescerà l’ansia del cane. Visto che i botti all’esterno abbondano, evitare di aggiungerne ulteriori all’interno, quindi avere riguardo nello stappare bottiglie di spumante e simili.


Evitare trombette e moderare il volume di TV e stereo, in ogni caso esistono in commercio dei calmanti di origine vegetale e omeopatici, in compresse o in gocce, e comunque chiedete sempre consiglio al vostro veterinario di fiducia prima della somministrazione. Come associazione ENPA sconsigliamo vivamente l’uso di articoli pirotecnici che possono risultare estremamente dannosi anche per l’uomo, soprattutto se gestiti da mani inesperte, come i ragazzini, d’altra parte la cronaca del primo gennaio ogni anno annovera diversi incidenti talvolta gravissimi.




di Rossano Mazzoli
redazione@viverepesaro.it

IL DIALETTO, FINALMENTE, VA INSEGNATO NELLE SCUOLE DI PARMA

(Testo blu in italiano)

Dopo tanta faticha e difficoltà i rappresentanti di alcune associazioni culturali di Parma, Famìja Pramzàna, Parma Nostra e 50&Più, mettendo insieme le forze, sono riuscite a stendere un programma per portare il nostro amato dialetto parmigiano nelle scuole. “Impariamo il dialetto parmigiano”, è il titolo del libro distribuito un paio di mesi fa con la “Gazzetta di Parma”, che, dopo una prefazione di Paola Cadonici, e una breve storia del nostro vernacolo curata da Eugenio Caggiati, racchiude un corso di grammatica in sette lezioni per imparare a scrivere il dialetto di Vittorio Botti, uno degli ideatori nei primi anni 80 del Lunario Parmigiano di Parma Nostra che ci ha lasciato nell’agosto scorso, e parecchie poesie per bambini in dialetto con la traduzione in italiano scritte da Vittorio Campanini. Questo volume serve anche per portare nelle suole le tradizioni del nostro territorio riportate dal giornalista Lorenzo Sartorio, oltre ad aneddoti e battute scritte da Giuseppe Mezzadri, che ha anche curato insieme a Cristina Cabassa e al sottoscritto, la grafia del dialetto. Questo serve per portare la nostra amata lingua ai giovani, che in questi anni è stata emarginata perché ritenuta un modo di parlare da vecchi, invece non c’è parlare più giovane del nostro dialetto, perché i ragazzi di oggi lo vogliono imparare e hanno capito che è la lingua della loro città. I ragazzi hanno il diritto di impararla e le persone già mature hanno il dovere di insegnarla ai giovani. Se perdiamo questo treno non so se lo si potrà recuperare, perciò un bel lavoro ha fatto la “Gazzetta di Parma” nel distribuire il libro e ben venga l’ unione delle forze di queste associazioni culturali cittadine. Le lezioni avranno inizio dai primi giorni del 2012. Le scuole interessate a questo corso sono diciotto in città e due in provincia, Lesignano e Sorbolo.



(Il testo in dialetto è stato pubblicato sulla Gazzetta di Parma nella rubrica "Tgnèmmos vìsst"  del 28 dicembre 2011)
(Testo giallo dialetto parmigiano)
Finalmént al djalètt al va insgnè in-t-il scóli a Pärma


Dòpa tanta fadiga e dificoltè i raprezentant äd socuànt asociasjón culturäli äd Pärma, Famìja Pramzàna, Parma Nostra e 50&Più, j àn mìss insèmma il forsi e j àn fat un programa par portär al nostor bél djalètt pramzàn in-t-il scóli. “Impariamo il dialetto parmigiano”, l’é al tìttol dal lìbbor distribuì un pär ‘d méz fa con la “Gazètta äd Pärma”, che, dòpa ‘na prefasjón äd Paola Cadonici, e ‘na bréve stòrja dal nostor djalètt curäda da Eugenio Caggiati, al comprénda anca un cors äd gramatica in sètt lesjón p’r imparär a scrìvvor al djalètt äd Vittorio Botti, vón d’ ideator in-t-i prìmm ani 80 dal Lunäri Pramzàn äd Parma Nostra, ch’ al s’à lasè in-t-l’agòsst pasè, e parècci poezjj par putén in djalètt con la tradusjón in italjan scrìtti da Vittorio Campanini. Còll lìbbor chì al sarvìssa anca par portär in-t-il scòli il tradisjón dal nòstor teritori riportädi dal giornalìssta Lorenzo Sartorio, oltra ädj anédot e batudi scrìtti da Giuseppe Mezzadri, ch’ l’à anca curè insèmma a Cristina Cabassa e al sotoscrìtt, la grafia dal djalètt.
Al lìbbor al sarvìssa par portär la nostra lénngua ai giòvvon, che in ch’i àni chì l’é städa emarginäda parché batzäda cme ‘na manéra äd parlär da véc’, invéci a ‘n gh’è mìga parlär pu giòvvon dal nostor djalètt, parché i ragas d’ incó j al vólon imparär e j àn capì ch’ l’é la lénngua ädla so citè. I ragas i gh’ àn al diritt d’ imparärla e il parson’ni zà maduri i gh’ àn al dover d’ insegnärla ai giòvvon. S’ a pardèmma còll tréno chì a ‘n so mìga s’al podrèmma recuperär, perciò un bél lavor à fat la “Gazètta äd Pärma” a distribuir al lìbbor, e ‘na béla coza l’unjon dil fòrsi d’ilj asociasjón culturäli citadén’ni. Il lesjón i cominción dai prìmm gioron dal 2012. Il scuoli interesädi al cors j én dezdòt in citè e do in provincia, Lezgnan e Sorbol.
Tgnèmmos vìsst
Enrico Maletti

mercoledì 28 dicembre 2011

I burattini della regione piangono Erio Maletti il burattinaio amico di Parma


(Foto di Cristina Cabassa)
(clicca sulle foto per ingrandirle)
(Testo blu in italiano)
I burattini dell’Emilia-Romagna piangono Erio Maletti, grande burattinaio della tradizione emiliano-romagnola. Era il fratello più giovane della famosa famiglia di burattinai Emiliana.

E’ morto, all’ospedale di Ravenna, all’età di 79 anni, per arresto cardiaco. Nato a Rimini nel 1932, figlio di Alberto, capostipite della famiglia, con i fratelli Sergio, Cesare e Piergiorgio, ha ereditato dal padre il mestiere del burattinaio. Erio Maletti era conosciuto nei teatri e nelle piazze di tutta la regione per la simpatia dei suoi spettacoli. Nel periodo degli anni 50/70, Erio, tramite lo zio Gino Maletti di Parma, portò le sue teste di legno nelle piazze, nelle sale e nei teatri di Parma, Salsomaggiore, Tizzano, Busseto, Fontannellato, e in parecchie piazze del Parmense, dove lui stesso diceva che a Parma si trovava come a casa sua.

Erio, celebre ovunque per la simpatia e generosità dei suoi spettacoli, era apprezzato in particolare per la sua interpretazione della sua maschera di Sandrone. Lascia oltre alla moglie Ada e ai figli, la figlia adottiva, Vili, diventata burattinaia in baracca, sotto la sua guida, che continuerà a portare avanti il repertorio e l’arte di Maletti




(Testo giallo dialetto parmigiano)
I buratén ädla regjón i crìdon al buratinär Erio Maletti amìgh äd Pärma

I buratén äd l’Emilia-Romagna i crìdon par la morta d’ Erio Maletti, grand buratinär ädla tradisjón emiljàn-romagnóla. L’ era al fradél pu giòvvon ädla famoza famija äd buratinär Emiljàn.

L’e mort, a l’ospedäl äd Ravenna, a l’etè äd 79 anni, p’r infért. Nasù a Rimini in-t-al 1932, fjól d’ Alberto, cap-e-stìrpa ädla famija, con i fradéjj Sergio, Cesare e Piergiorgio, l’à ereditè dal pädor al mestér dal buratinär.

 Erio Maletti l’éra consù in-t-i teator e il pjasi äd tùtta la regjón par la simpatia di so spetacol. In-t-al period ädj ani 50/70, Erio, medjànt so zio Gino Maletti äd Pärma, l’à portè il so tésti äd lèggn in-t-il pjasi, il säli e i teator äd Pärma, Sälsomagiór, Tisàn, Busèjj, Fontanlè, e in parècci pjasi dal Parméns ,indò lu stés al dzèva che a Pärma al s’ catäva cme a ca sòvva. Erio, consù dapartutt par la simpatja e la generozitè di so spetacol, l’éra stimè in particolär par la so interpretasjón ädla so mascra äd Sandrón.

Al läsa óltra ala mojéra Ada e ai fjójj, la fjóla adotäda, Vili, dvintäda buratnära in baraca, sòtta la so gvida, ch’ la continuarà a portär avanti al repertòri e l’ärta di Maletti.
(Tgnèmmos vìsst)
(Nelle foto, 1) Erio Maletti durante una premiazione. 2) Un burattino di Erio Maletti. 3) Il teatro di Erio allestisto per uno spettacolo. 4) Erio durante una premiazione dove presenta la figlia adottiva Vili. 5)  Erio Maletti dietro alla baracca dei burattini con i cugini Mauro ed Enrico di Parma.

martedì 27 dicembre 2011

La poesia "Al brinndiz äd San Silvéstor” per i parmigiani letta da Enrico Maletti


Buon anno 
a tutti i parmigiani 
con la poesia in dialetto
 "Al brinndiz äd San Silvéstor"

 Bón an’ a tutt i pramzàn 
con la poezia in djalètt
"Al brinndiz äd San Silvéstor”

venerdì 23 dicembre 2011

A TV Parma “Bón Nadäl ala pramzàna” domani prima di tutti i TG.

Il 24 dicembre 2011, vigilia di Natale, Tv Parma trasmetterà prima di tutti i TG il video registrato alla Corale Verdi di “Bón Nadäl ala pramzàna” prodotto dal Superblog pramzàn (l’unione virtuale di Pramzanblog, (di Achille Mezzadri) Parmaindialetto (di Enrico Maletti) e Stadiotardini.com di (Gabriele Majo). La canzone scritta e musicata da Achille Mezzadri e interpretata dai VIP pramzàn e dal Coro delle voci bianche della Corale Verdi diretto da Beniamina Carretta, con al piano forte Roberto Barrali, verrà trasmessa ai Parmigiani prima della sigla di ogni Telegiornale. Quindi prima della diretta delle 12,45, della replica delle 14, della diretta delle 19,30 e della replica delle 22,30.





Bón Nadäl ala pramzàna”

Il Pagéli di Crozè in djalètt Pramzàn, testo pubblicato sulla "Gazzetta di Parma" del 23 dicembre 2011








Realizzato da Pietro Maletti

(Testo in dialetto parmigiano)
Pärma Catania 3-3


Mirànt sìncov : e dai, tri tir tri gol, ormäj la pär ‘na filastròca, però ciapärni vùnna d’ogni tant a ’n fariss miga mäl


Zacärd séz : trént’an e n’ infortùnni, purtrop, parchè còll ch’ l’é gnù su al n’é gnanca to parént, a partir da la ciòma


Feltcher du : mi l’ò vìsst balär e l’é strepitóz còll ragas chi, l’é anca un bél ragas, parchè al n’ é taca mìga a pensär seriamént ala cariéra äd balarén, parchè pròprja cól balón al n’é gh’ va mìga d’acordi par njént


Lucaréli séz : l’ùnnich a predicär in-t-al dezèrt, l’ùnnich a combator e stär concentrè, l’ùnnich dardè


Santacróza zéro : no mo mi digh, a ghéra bizòggna d’enträr cme ‘n caterpillar su còll là ch’ l’éra ‘drè andär fóra da lu ? E dedlì l’é tachè al naufragh


Gobbi cuator : indó s’érot sul gol dal parègg’ ? Lilù l’éra da lu cme un can, e sóra al cont l’é anca n’ arzàn, fa ti che goduda ch’ al gh’ à piantè !


Modést séz : un gol par nojätor e vón regalè a lór, e pòch pòch äd pu, a pärta il sizóri dal barbér ch’a s’ vèdda ch’ a t’ è gh’ si mìga simpatich, dato ch’a t’ gh’äv ‘na petnadura ch’ l’a n’é s’ capiva mìga có’ l’ a vräva dìr

Biabyani : un gran bél gol e p’r al rést i solit magón, un trapjant äd maruga e al ‘n’ é sarìss mìga pu a Pärma mo fòrsi a Barcellona


Jadid sìncov : onésta partida, mo sinceramént Morón al cuata e al contrasta mìlla volti äd pu, difati j‘ àn tgnù sémpor la bala lor


Galòpa séz : un gran lanc’ e socuànt zugädi äd cualitè, mo tropi, tropi pavzi, e in-t-al finäl cuand a gh’éra da spacär al témp a t’ si spari


Giovinco òt : gran partida, du assist da gran zugador, al témp e la forsa giussta, robi da intenditor e difati mi al son ( modestamént ) ! Vè sérca äd stär chi almeno fin a zuggn sionò l’é nota fonda bombén al me ragas


Floccari sèt : da cuand al zuga al post äd Pellè a s’ fa tri gol a partida, l’é vera ch’ i s’ ciàpon anca, mo insòmma second mi cuand i s’ ciàpon la colpa l’ a n’é mìga la sòvva


Colomba cuator : cuator pónt in sìnch partidi indó gh’éra da fär ädla lèggna, parchè dopa Nädal al calendäri l’é treménd. Polémichi col pubblich e dichiarasjón confuzi e Hernan in tribuna fiss ! Mìsster òcio l’é ‘drè ciapär ‘na brutta pîga ch’ la stagjón chi !
(Tgnèmmos vìsst)
                                                      (Testo di Crociato 63)

(Correzione ortografica a cura di Enrico Maletti)




Finalmente Natale. I migliori anolini di Parma sono quelli fatti da nonna Lina.


Questa è la testimonianza fotografica dei migliori anolini di Parma fatti da nonna Lina, mamma di Cristina Cabassa e suocera di Enrico Maletti. e nonna di Marco e Pietro. Anolini fatti nel rispetto della tradizione Parmigiana. Meritano il primo posto in assoluto. Anche Briciola è d’accordo. BUON NATALE A TUTTI I PARMIGIANI

Finalmént l’é Nadäl. I pu bón Anolén äd Pärma j én còj fat da nòna Lina.

Còsste l’é la testimonjànsa fotografica di pu bón anolén äd Pärma fat da nòna Lina, mädra äd Cristina Cabassa e nòna (suocera) d’ Enrico Maletti. e nòna äd Marco e Pietro. Anolén fat in-t-al rispét dìl tradisjón Pramzàni. I mériton al prìmm posto in asolut. Anca Briciola l’é d’acòrdi. BÓN NADÄL A TUTT I PRAMZÀN.
Tgnèmmos vìsst.


martedì 20 dicembre 2011

Il Pagéli di Crozè in djalètt Pramzàn, testo pubblicato sulla "Gazzetta di Parma" del 20 dicembre 2011



Realizzato da Pietro Maletti
(Testo solo in dialetto parmigiano)

Pärma Lecce 3-3



Mirànt sìncov : prìmm témp da badaciär, e pò tutt in-t-na volta j’ àn tachè rivär zò cme sensòs a Coltär in lujj, mo tri tir tri gol, anca s’ a n’ é t’ gh’è miga colpa, i n’é s’ pólon mìga ciapär


Zacärd sìncov : a s’ vèdda ch’ a t’ gh’è bizòggna äd ‘na cuälca tondén’na d’anolén parchè a t’ gh’è il pìlli scarghi un bél pò e pò a t’ si bjanch cme ‘l lat : anolén e ‘na cuälca lampada par Nadäl e via ch’ a t’ torni cme ancòrra da spjanär


Lucaréli cuator : dailà ciapär du gol da Di Michele d’ in méza a l’area l’é un lavor da mat, al gh’ à j’ an’ ädla Pilòta… jerdlà a t’ fäva gol anca Palisto al tò socio äd brioche, gran brut cliént in area col ragas li


Palètta cuator : e tant par cambjär cuator anca a tì ! Ciapär tri gol da l’ultma in clasìfica l’é tutt dir, e ti có gh’ ävot ch’a t’ fäv di vèrs con la bòcca ch’a t’ paräv un pèss gat


Gobbi sìncov : con Modést a gh’é stè un cuälch ingranag’ ch’ al s’é incastrè a s’ vèdda. Partìda da zgasär ala zveltén’na, però j’én ‘drè gnir un pò trop in fila a m’é d’äviz


Modést sìncov : second mi la colpa l’é dal magazinér ch’al t’ à mis il scärpi a l’arvèrsa, ti tè t’ n’ in si gnànca acort e t’è zughè tutt al témp con il scärpi a l’arvèrsa e s’é vìsst ecome


Biabiany séz : s’ a ‘n fuss mìga stè p’r al rigor a sarìs stè n’ ätor cuator anca jerdlà, a bruz cme un falò a väddor ‘na velocitè compagna, compensäda purtrop trop dé spèss da acsì poca conisjón, ( l’é anca véra ch’ al né zugariss mìga in-t-al Pärma )


Morón sìncov : dailà capitàn, s’ a ‘t vè in confuzjón col Lecce a gh’è cuél ch’ a struza e mìga poch! A t’ ripét il paroli ch’ a t’ò dìtt un pär äd méz fa ch’ j’éron sarvìdi, ala tò etè scäla ‘na märcia in-t-la corsa e acèlera la märcia dal sarvél e a t’ vedrè ch’ a torna a funsjonär tutt


Galòpa sèt : al pu bón in camp p’r i crozè e un gol strepitóz a drisär ‘na baraca ch’ l’éra ‘drè crolär ! Avanti acsì ch’ a t’ sarè un acuìsst fondamentäl


Valiàn cuator : a m’ dispiäz mo pròprja jerdlà a t’ si stè inguardàbil, e anca un pò fóra pozisjón a dirla tùtta


Floccari séz : elegant, tecnicamént njént da dir, mo ala fén, rigor a pärta, concretèssa zéro… e l’é còlla ch’ a sarvìssa par salväros


Pellè séz : se Dio vól al prìmm gol, còll li e basta, mo tutt fa brod in sèrt momént, certo che da chi a dir ch’ l’é ‘drè a zugär bén a gh’ n’in pasa


Colomba du : Mìsster, i vot i tàcon a calär con tropa regolaritè, co fämma ? A mi a m’ s’é incantè al dìssch, Hernan, Hernan, Hernan, Hernan tutt al rést a n’ sarvìssa a njént, ch’ al la dìgga pur anca al gat e la volpa valà ch’ l’é méj
(Tgnèmmos vìsst)
                                 (Testo di Crociato 63)
(Correzione ortografica a cura di Enrico Maletti)





La vigilia di Natale tutti su TV Parma per “Bón Nadäl ala pramzàna”

(Testo blu in italiano)
Scritta e musicata da Achille Mezzadri, prodotta dal Superblog pramzàn (l’unione virtuale di Pramzanblog,(di Achille Mezzadri) Parmaindialetto (di Enrico Maletti) e Stadiotardini.com di Gabriele Majo), la canzone Bón Nadäl ala pramzàna si sta rivelando davvero un autentico successo. L’ iniziativa, che già aveva avuto l’onore di più d’un servizio sulla Gazzetta di Parma, suTv Parma e su altre fonti d'informazione locali, si avvicina alla definitiva
“consacrazione”: sabato prossimo, 24 dicembre, Vigilia di Natale, il video della canzone, sapientemente montato da Steve Mezzadri, con le ottime sigle di apertura e di chiusura di Pietro Maletti (figli d’arte), sarà trasmesso più volte da Tv Parma, e precisamente prima della sigla di
ogni Telegiornale. Quindi prima della diretta delle 12,45, della replica delle 14, della diretta delle 19,30 e della replica delle 22,30. Mezzadri, Maletti e Majo, colgono l’occasione per ringraziare pubblicamente il direttore
dell’emittente, Andrea Gavazzoli, che ha capito il profondo spirito di parmigianità della canzoncina natalizia. Non si tratta di un capolavoro, ma che Bón Nadäl ala pramzàna è soltanto una canzoncina fresca, semplice
e orecchiabile. Ed è piaciuta. E piace.
Così come piacciono il Coro delle Voci Bianche della Corale Verdi diretto da Beniamina Carretta e l’arrangiamento nonché l’accompagnamento al pianoforte di Roberto Barrali. Altro
ringraziamento vada ad Andrea Rinaldi presidente della Corale Verdi, che ha messo a disposizione per la registrazione la sala Romano Gandolfi del sodalizio di vicolo Asdente.

(Testo giallo dialetto parmigiano)
La vgillja äd Nadäl tutt davanti al televizór su TV Parma par “Bón Nadäl ala pramzàna”

Scrìtta e misicäda da Achille Mezzadri, prodòtta dal Superblog pramzàn (l’unjón virtuäla ‘d Pramzanblog,(di Achille Mezzadri) Parmaindialetto (di Enrico Maletti) e Stadiotardini.com (e Gabriele Majo), la cansón Bón Nadäl ala pramzàna l’é adrè riveläros un auténtich sucés. L’ inisjativa, che zamò l’äva avu l’onor äd pu d’un sarvìssi su la Gazètta äd Pärma, su Tv Parma e su ädj ätri font d informazsjón locäli, l’é azvén ala consacrasjón: sabot ch’ v’én, 24 dzémbor, Vgìllja äd Nadäl, al video
ädla cansän, montè con sapjénsa da Steve Mezzadri, con il muzichi a l’inìssi e ala fén äd Pietro Maletti (fiójj d’ärta), al srà trasmìss pu volti da Tv Parma, e precizamént prìmma ädla muzica d’ ogni Telegiornäl.Perciò prìmma ädla diréta dìl 12,45, ädla rèplica dìl 14, ädla diréta dìl 19,30 ädla rèplica dìl 22,30. Mezzadri, Maletti e Majo, i  ringrasjón publicamént al diretor äd TV Parma, Andrea Gavazzoli, ch’ l’ à capì al profond spìrit äd Parmigianitè  ädla cansonsén’na natalìsja. A ‘n s’ trata mìga d’ un caplavor, mo che Bón Nadäl ala pramzàna l’é soltant ‘na cansonsén’na frèssca, sémplic’ e orciàbil. E l’é pjazud e l’a pjäz Acsì cme l’é pjazù al Coro dìl Vózi Bjanchi ädla Coräla Verdi dirét
da Beniamina Carretta e l’arangiamént con l’acompagnamént al pian-e-fort äd Roberto Barrali. N’ ätor ringrasjamént ad Andrea Rinaldi presidént ädla Coräla Verdi, ch’ l’à dè a disposjón par la registrasjón la säla Romano Gandolfi ädla socetè äd vicolo Asdente.
(Tgnèmmos vìsst)

mercoledì 14 dicembre 2011

Video di "Bón Nadäl ala pramzàna" del "SUPERBLOGPRAMZAN" registrato alla Corale Verdi



Gli auguri di buon Natale in dialetto parmigiano

J avguri äd bón Nadäl in djalètt pramzàn
di ACHILLE MEZZADRI
Eccoci. È pronto. Senza i potenti mezzi di Mamma Rai o di Mediaset (o anche solo delle nostre tv locali) anche il nostro piccolo grande Superblog Pramzàn è riuscito a produrre il suo primo video: l’ormai nota canzoncina natalizia Bón Nadäl ala pramzàna, scritta e musicata da Achille Mezzadri, papà di Pramzanblog, nonché “socio” di Enrico Maletti (Parmaindialetto) e Gabriele Majo (Stadiotardini.com) nel Superblog. Senza indurre nella tentazione di sbrodolarci addosso, direi in tutta onestà che è venuto bene, grazie all’abnegazione, alla pazienza e alla professionalità di due “figli d’arte”, Steve Mezzadri e Pietro Maletti, che hanno curato le riprese, il montaggio e le sigle. Un lavoro da certosini. Ovviamente, però, non ci sarebbe il prodotto finito se non ci fosse stata la materia prima: lo splendido coro delle Voci Bianche della Corale Verdi, la direzione di Beniamina Carretta, l’arrangiamento della canzone e l’accompagnamento al pianoforte del maestro Roberto Barrali e il coro dei Vip (coristi e solisti) composto da............

Leggi l'articolo completo su http://www.pramzanblog.com/ di Achille Mezzadri
e su www.stadiotardini.com di Gabriele Majo

martedì 13 dicembre 2011

Il Pagéli di Crozè in djalètt Pramzàn, testo pubblicato sulla "Gazzetta di Parma" del 13 dicembre 2011













Realizzato da Pietro Maletti


(Testo solo in dialetto parmigiano)

Cagliari Pärma 0-0

Mirànt sénsa vot : a ’n m’arcòrd mìga ‘na paräda, con ch’ la stagjón li a t’ podäv aprofitär e andär al Poetto a fär un bagn ch’ l’éra méj par tì

Zacärd séz : zugär col mäl äd pansa a n’ é mìga al masim, al pòs confermär dato ch’ a m’é sucés anca a mi

Lucaréli séz : poch lavor jerdlà e l’é méj acsì, da capir se par colpa dal Cagliari o parchè a sì stè bräv vojätor, metè e metè dai

Palètta séz : cój cavìj curt a t’ pär gnanca pù Shining, a tutt il manéri la partida a t’ l’è fata da razón cme al tò zmél

Gobbi séz : compitén da séz cme cuand a s’andäva a scóla, al minim indispensabil par mìga sintìr brangognär i genitor

Biabiany cuator : ecco, al Biabiany ch’al n’é m’ piäz mìga, egoissta e sénsa conisjón, socuànt pas indrè dalj ùltmi partìdi, sarà méj ch’ a t’é t’ torni arcordär che a balón a ’s zuga in vùnndoz e mìga da tì

Morón séz : prestasjón grìza in méza al camp äd ‘na partida grìza in generäl !

Galòpa cuator : a m’ dispiäz mo sèrti ocazjón i pólon cambiär la tò stagjón e còlla äd la scuädra e i ’n càpiton mìga tutt il fésti e butärja via l’é un lavor da mat cära al me ragas

Valiàn séz :
co vót mäj da Valiàn a né s’ pól mìga preténdor al fiorètt, lu al gh’ à da fär ädla vanga e la vanga al la fa sémpor

Giovinco sénsa vót : oh dagh adrè sionò l’é nota fonda, al Polo Nord l’é chi c’si

Palladén zéro : prìmma partìda e sùbbit un bél comportamént ! Sperèmma ch’ al né s’ résta in ca fin ch’ al né läsa mìga lì äd zugär ( bé zugär l’é ‘na parola grosa )

Floccari séz : manca un pò la gamba e al ritmo, mo al pè l’é béle a pòst e l’é pròprja un bél pè, insòmma tùtta n’ätra coza da còll ch’ a s’é tochè sorbìros fin ala fésta indrè

Colomba zéro : Mìsster, continuär con la fòla äd Crespo cuand il pónti ch’ a zuga j’ én du méz ch’in fan mìga un tir in porta l’é un lavor ch’ al né sta né in cél né in téra, a Pärma specialmént ! Adésa a gh’ manca pu che al gat e la volpa i fàgon al cambi con Pippo e sämma apòst dal tutt ! Sperèmma bén valà.

(Tgnèmmos vìsst)

(Testo di Crociato 63)
(Correzione ortografica a cura di Enrico Maletti)

lunedì 12 dicembre 2011

L'Aisla premia Claudio Rinaldi "giornalista dell'anno"

(Testo in italiano e foto tratto da http://www.gazzettadiparma.net/ )

(Testo blu in italiano)
Claudio Rinaldi è il «giornalista dell'anno» scelto dall'Aisla, l'Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica. E' stato premiato ieri dal presidente nazionale dell'associazione, Mario Melazzini, nel corso della conferenza di presidenti e referenti di Aisla Onlus di tutta Italia. E' la prima edizione del premio nazionale, istituito (da un'idea di Francesco Canali, «maratoneta in carrozzina» e consigliere nazionale dell'Aisla) per dare un riconoscimento a un giornalista che abbia dedicato attenzione alle persone affette da Sla e ai bisogni legati alla patologia.Rinaldi, caporedattore della «Gazzetta», è stato scelto – recita la motivazione – «per la sua professionalità, grazie alla quale è riuscito nell'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla Sclerosi laterale amiotrofica». «Lo premiamo molto volentieri – ha detto Melazzini nel corso della cerimonia – perché ha saputo parlare di Sla in modo leggero ma molto profondo, in modo competente ma laico, comprensibile da tutti».«Per me, è stato facile – ha detto Rinaldi – avendo avuto la fortuna di raccontare le grandi imprese di un grande personaggio come Francesco Canali: con il suo coraggio e la sua tenacia porta un messaggio molto forte agli ammalati e ai loro familiari. Sono onorato di averlo aiutato, anche come atleta dell'Aisla Running team, a coronare il suo sogno di “correre” una maratona. E sono onorato di ricevere questo premio da un personaggio straordinario come Mario Melazzini». Proprio Francesco Canali, ieri a Milano con la moglie Antonella, è stato il primo a congratularsi con Rinaldi dopo la consegna del premio.
L'Aisla prémja Claudio Rinaldi "giornalìssta äd l'an’"

(Testo giallo dialetto parmigiano)
Claudio Rinaldi l’é al «giornalìssta äd l'an’» sarnì da l'Aisla, l'Asociasjón italjàna Sclerosi lateräla amiotrofica. L’è stè premiè iér dal presidént nasjonäl äd l'asociasjón, Mario Melazzini, in-t-al cors ädla conferénsa di presidént e referént di Aisla Onlus äd tùtta Itàlja. L’é la prìmma edisjón dal prémi nasjonäl, istituì (da n'idea äd Francesco Canali, «maratoneta in carosén’na» e consjér nasjonäl äd l'Aisla) par där un riconosimént a un giornalìssta ch’ l’ àbia dedichè atensjón al parsón’ni malädi da Sla e ai bizòggn lighè ala patologia.Rinaldi, caporedatór ädla «Gazètta», l’é stè sarnì – a dìz la motivasjón – «par la so profesjonalitè, grasja ala cuäla l’é riusì in-t-l'òpra äd sensibilizasjón äd l'opinjón publica par la Sclerosi lateräla amiotrofica». «Al premièmma vlontéra bombén – l’à dìtt Melazzini in-t-al cors ädla cerimonia – parché l’à savù parlär äd Sla in manéra alzéra mo mólt profond, in manéra competént mo làich, comprensìbbil da tùtti».«Par mi, è stè facil – l’à dìt Rinaldi – avénd avu la fortón’na äd contär il grandi imprézi d’ un grand parsonagg’ cme Francesco Canali: con al so coragg’ e la so ostinasjón al porta un mesagg’ molt fort ai malè e ai sò familjär. A son onorè d’ avérol iutè, anca cme atleta äd l'Aisla Running team, a coronär al so insònni äd “còrror” ‘na maratón’na. E a son onorè äd ricévor còll prémi chì da un parsonagg’ straordinäri cme Mario Melazzini». Pròprja Francesco Canali, iér a Milan con la mojéra Antonella, l’é stè al prìmm a complimentèros con Rinaldi dopa la consèggna dal prémi.
(Tgnèmmos vìsst)

Dalla casa editrice Battei riceviamo e publichiamo.






dalla Compagnia "I burattini dei Ferrari riceviamo e pubblichiamo"




La Compagnia I Burattini dei Ferrari è lieta di invitarVi

Domenica 18 dicembre 2011 ore 16.00

TEATRO DI MEDESANO


" MORGANA”fiaba musicale in 3 atti
Vi attendiamoDaniela & Giordano Ferrari
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domenica 11 dicembre 2011

Un libro da leggere, da consultare, da godere e da dedicare. «La Vgillja äd Nadäl», tradizioni del tempo di Natale realizzato da Lorenzo Sartorio

(Testo blu in italiano)
Un libro da leggere, da consultare, da godere e da dedicare. «La Vgillja äd Nadäl», tradizioni del tempo di Natale realizzato da Lorenzo Sartorio con «ricette dell’inverno» di Laura Terenzani Groppi, sarà in vendita da martedì 13 dicembre in tutte le edicole in abbinamento alla Gazzetta di Parma, al costo di 8,80 euro più il costo del quotidiano. Un libro un po’ speciale poiché, nell’ultima di copertina, all’interno di una coloratissima e calda ghirlanda natalizia, è previsto uno spazio che può ospitare una dedica a chi lo si vuol donare
(Testo giallo dialetto parmigiano)
Un lìbbor da lézor, da consultär, da godor e da dedicär. «La Vgillja äd Nadäl», tradisjón dal témp äd Nadäl realizè da Lorenzo Sartorio con «ricét äd l’inveron» äd Laura Terenzani Groppi, al srà in vendita da martedì 13 dzémbor in tùtti ilj edìccoli in abinamént ala Gazètta äd Pärma, al còsst d’ 8,80 evro pu al còsst dal giornäl. Un lìbbor un po’ speciäl parchè, in-t-l’ultma äd copartén’na, a l’intèron äd ‘na cloräda e cälda ghirlanda natalìssja, l’é prevìsst uno spasi ch’ al pól ospitär ‘na dedica a còjj ch’a t’al vól ragalär
(Tgnèmmos vìsst)
Per maggiori informazioni leggi l’articolo su
http://www.gazzettadiparma.it/

A Pärma: “Anolén mìga Caplètt” Testo pubblicato sulla Gazzetta di Parma del 11 dicembre 2011



(Testo solo in italiano)
Carissimo Direttore.
In questi giorni ho avuto il piacere di essere stato chiamato dal giornalista Chichibìo, insieme ad altri cinque personaggi parmigiani, a far parte della giuria per esaminare il migliore anolino di Parma. Finalmente grazie all’articolo dell’ 8 dicembre scritto dallo stesso Chichibìo sulla Gazzetta di Parma, dove è stata pubblicata la classifica della nostra votazione delle prime tre gastronomie che producono anolini, e il risultato di altre otto in ordine alfabetico, siamo riusciti a fare capire che il piatto più amato dai parmigiani si chiama anolino e non cappelletto “tradotto in dialetto anolén e mìga caplètt”. Mi rivolgo in particolare alle gastronomie, salumerie (che sono molte), dove in vetrina espongono gli “anolén” ma nel cartello scrivono cappelletti. Questo errore capita anche in alcuni ristoranti di Parma, che nel menù scrivono cappelletti poi servono fumanti anolini. Perciò, in futuro grazie a Chichibìo, speriamo di trovare esposto nei negozi il nome anolino. Viva j “ Anolén”
Enrico Maletti.
Componente della giuria per il migliore anolino di Parma Natale 2011

venerdì 9 dicembre 2011

Concerto all’ Annunziata per la Lunigiana

(Testo blu in italiano)
Il coro delle voci bianche della Corale Verdi diretto da Beniamina Carretta, il coro giovani della Corale Verdi diretto dal Maestro Gregorio Pedrini, e il coro adulti della Corale Verdi diretto dal Maestro Fabrizio Cassi, per la prima volta insieme per aiutare gli amici della Lunigiana che sono stati colpiti alla fine di ottobre da un’ alluvione che ha portato morte e distruzione. Hanno partecipato il Maestro Roberto Barrali e il Tenore Lunigianese Alessandro Bazzali. II pomeriggio organizzato da gli Amici della Lunigiana , e dalla Corale Verdi è iniziato con i saluti di Padre Vittorio Schiavetta Superiore dell’Annunziata e da Aldo Maggi e Andrea Rinaldi presidenti dei sodalizi che hanno organizzato l’intrattenimento. La solidarietà ha bussato alle porte di Parma e i parmigiani hanno risposto positivamente, perché le oltre 350 persone presenti nella chiesa di Padre LIno, hanno raccolto una cifra che è stata consegnata al Consigliere Comunale di Massa Carrara Enzo Minenti, che insieme al Professor Giuseppe Benelli Presidente della Fondazione “Città del libro” di Pontremoli hanno ringraziato il pubblico e le persone che si sono adoperata per la ben riuscita del pomeriggio. Non è mancato un tocco di parmigianità con la lettura di due poesie in dialetto parmigiano lette dai bambini Giulia, Riccardo e Marco, diretti dalla Maestra Cristina Cabassa, e ad Enrico Maletti che oltre a condurre lo spettacolo, ha letto la poesia “Nadäl” di Bruno Pedraneschi, e la poesia in lingua italiana “Fuggono” dedicata alla Lunigiana scritta dal poeta parmigiano Luigi Vicini
(Testo giallo dialetto Parmigiano)
Concèrt ala Céza äd la Nonsjäda par la Lunigiana

Al coro dil vozi bjanchi ädla Coräla Verdi dirét da Beniamina Carretta, al coro giòvvon ädla Coräla Verdi dirét dal Méstor Gegorio Pedrini, e al coro di grand ädla Coräla Verdi dirét dal Méstor Fabrizio Cassi, par la prìmma volta insèmma par jutär j amìgh ädla Lunigiana ch’ j én stè colpì ala fén d’ otòbbor da n’ aluvion ch’ l’à portè morta e distrujón. J àn anca partecipè al Méstor Roberto Barrali e al Tenor Lunigianéz Alessandro Bazzali. Al dopmezdì organizè da j Amìgh ädla Lunigiana , e dala Coräla Verdi l’é cminsè con i salut äd Padre Vittorio Schiavetta Superior äd la Nonsjäda e da Aldo Maggi e Andrea Rinaldi presidént dil do asociasjón ch’ j àn organizè l’intratenimént. La solidarietà l’à picè ala porta äd Pärma e i pramzàn j àn rispost pozitivamént, parché ilj oltra 350 parsón’n prezénti in-t-la Céza äd Padre LIno, j àn racolt ‘na cìffra ch’ l’ é städa consgnäda al Consjér Comunäl äd Masa Carära Enzo Minenti, che insèmma al Profesor Giuzép Benéli Presidént ädla Fondasjón “Città del libro” äd Pontremoli j àn ringrasjè al pubblich e il parson’ni ch’ j àn lavorè par la bén riusìda dal dopmezdì . A ‘n n’è mìga manchè un tòcch äd parmigianitè con la letura äd do poezjj in djalètt pramzàn lizùda dai putén Giulia, Riccardo e Marco, dirét dala Méstra Cristina Cabassa, e a Enrico Maletti che oltra a dirìggior al spetacol, l’à declamè la poezja “Nadäl” ‘d Bruno Pedraneschi, e la poezja in italjàn “Fuggono”, dedicäda ala Lunigiana, scrìtta dal poeta pramzàn Gigén Vicini.
(Tgnèmmos vìsst)

mercoledì 7 dicembre 2011

La foto della registrazione della canzone “Bón Nadäl ala Pramzàna”

(Testo solo in italiano)
Ecco qui. La foto della registrazione della canzone “Bón Nadäl ala Pramzàna” fatta lunedi 5 dicembre alla Corale Verdi, testo e musiche di Achille Mezzadri, arrangiamento del Maestro Roberto Barrali, direttore del coro Beniamina Carretta. Il coro delle Voci Bianche della Corale e Verdi e un gruppo di parmigiani doc, sportivi, attori, giornalisti, imprenditori, che hanno portato una ventata di parmigianità. Il video della canzone, è stato registrato da Steve Mezzadri, (figlio di Achille) e da Pietro Maletti, (figlio di Enrico). Sarà inserito al più presto su you-tube, su www.pramzanblog.com su pramzanblog TV, http://parmaindialetto.blogspot.com/, parmaindialetto TV e www.stadiotardini.com . Qui sotto i nomi che hanno partecipato alla registrazione. Vittorio Adorni, Luciano Armani, Monica Bertini, Mauro Biondini, Alberta Brianti, Roby Bonardi, Paolo Bucci, Giancarlo Ceci, Carlo Chiesa, Claudia Corbani, Zaira Dalla Rosa Prati, Gino e Dino, Gabriele Majo, Enrico Maletti, Corrado Marvasi, Achille Mezzadri, Alberto Michelotti, Edda Ollari, Maria Francesca Piedimonte, Victor Poletti, Francesca Strozzi, Paola Sanguinetti, Lorenzo Sartorio, Maurizio Trapelli (Al Dsèvod), Daniele Villani, Paolo Zoppi.
(Nelle foto; 1) il coro completo composto dalle Voci Bianche della Maestra Beniamina Carretta e i componenti del coro adulti, 2) Achille Mezzadri e Enrico Maletti con i figli Steve Mezzadri e Pietro Maletti che hanno registrato il pomeriggio)
(Un completo servizio fotografico amatoriale lo trovi su www.stadiotardini.com)

martedì 6 dicembre 2011

Il Pagéli di Crozè in djalètt Pramzàn, testo pubblicato sulla "Gazzetta di Parma" del 6 dicembre 2011













Realizzato da Pietro Maletti

(Testo in dialetto parmigiano)
Pärma Palerom 0-0

Mirànt sèt : gran paräda a l’inìssi e pò tutt in sicurèssa in méza ala fumära ! La gh’ vräva però vùnna dil tò majètti zgargianti par färot vèddor un pò äd pu

Zacärd séz : partìda onésta, suficénsa e njént äd pu. Par còll ch’ a s’è vìsst

Lucaréli sèt : al Palèrom l’é poca poca roba dednàns, mo ti e Palètta a sì stè bravìssim tutt du

Palètta sèt : l’ävot mäj vìssta ‘na fumära acsì in Argentén’na ? A tutt il manéri la gh’ à da ésor ancòrra pu difìccil p’r un difensór cuand i sälton fóra a l’improvìz da còll fumarón lì

Gobbi sénsa vót : sinceramént a t’ sér trop lontan par väddor ch’ ò t’è fat su

Biabiany séz : un pò pu äd concretèssa e a né t’ ferma pu nisón, anca se pò Bibì al te vendarìss dopa un cuärt d’ora, dónca a né s’ sa miga có dìrot se zugär méj o péz

Morón séz : béle ch’ a t’ si agitè cuand a sé gh’ vädda, chisà jerdlà sìra con la fumära che confuzjón ch’ a t’ gh’arè avù in-t-la tésta ah ?

Galopa sèt : in fiducia pu che ätor però a m’ pära che al pas al sia ‘drè tornär còl giùsst , e al sarìss n’acuìsst fondamentäl par còl Pärma chi

Valiàn séz : stés discors che par Gobbi, p’r un témp a ’n t’ò cuäzi miga vìsst, cuäzì parché la tésta lusstra la sé vdäva apén’na un pò pu che la ciòmma äd Gobbi

Giovinco séz : purtrop cuestión äd milimèttor e sarìsson ‘drè parlär äd ‘na vitòria, e ‘na cuestjón parsonäla cój päl ch’ as continva a fär pèrdor di pónt, tra Novara e jerdlà sìra j én béle trì

Pellè séz : la pu béla partìda con la crozäda, mo ancòrra al gol al né gh’é andè gnanca azvén, e dopa trèddoz partìdi l’é veramént un pò trop

Colomba cuator : Mìsster, a m’ spiégol parchè l’à fat còll cambi li al novantézim ? A gh’ pòsja dir che par mi l’é stè semplicemént ri-dì-ccol ? Un lavor compagn l’ultma volta a l’ò vìsst fär da Malesani con Micoud, e dòpa méz ora l’äva fat il valìzi ! Ch’ al faga lu mo ormäj i bonus j én ‘drè fnìr, a gh’al dìgh !

(Tgnèmmos vìsst)

(Testo di Crociato 63)



(Correzione ortografica a cura di Enrico Maletti)